comportamento: Il mio cane ha paura e non capisco perché

Il mio cane ha paura e non capisco perché

Il mio cane di 4 anni è diventato refrattario a passare in punti a lui abituali (e che ha sempre frequentato senza problemi durante le passeggiate), tiene insolitamente la coda bassa è sempre inquieto…. vuole inspiegabilmente tornare a casa o buttarsi in mezzo alla strada, cioè esattamente l’inverso di quello che ha sempre fatto. Forse a causa di qualche repellente per cani spruzzato sul marciapiedi. Ho provato a fargli cambiare direzione – il mio cane è abituato a lunghe passeggiate e a percorrere strade differenti da sempre – ma è la stessa cosa per ogni strada. La situazione si normalizza (il cane alza la coda e torna vivace come sempre, in perfetta forma) solo quando ci allontaniamo di circa 20 metri da casa e quindi dal mio quartiere. Il mio cane è giovane e io mi sto preoccupando per questa faccenda, che va sempre in peggio. Come posso fare? Non voglio ridurre le sue abituali passeggiate in un’uscita di 2 minuti solo per i bisogni! Potrebbe essere il caldo?Lucia

Il problema manifestato dal cane della Signora Lucia è piuttosto complesso, in quanto è difficile arrivare a identificare (e quindi eliminare) la causa specifica.

Ci sentiamo di escludere un problema di “eccessivo caldo”, in quanto il cane ha iniziato a manifestare questi atteggiamenti alcuni mesi fa, quando la temperatura era quindi ancora bassa. Inoltre il comportamento “alterato” del cane è presente solo in una determinata zona vicino a casa, mentre scompare (e il cane ritorna ad essere gioioso e allegro) non appena ci si allontana di alcuni metri.

I cani hanno bisogno di uscire non solo per “sporcare” ma per camminare, correre e conoscere il territorio e tutti quelli che lo abitano, cani e non.

A parer nostro può trattarsi invece di un problema di paura manifestato dal cane nei confronti di uno stimolo visivo, olfattivo o sonoro con il quale ha avuto occasione di venire in contatto nei mesi precedenti. Le posture che il cane presenta nel momento in cui viene a trovarsi nella zona “a rischio” sono riferibili a uno stato di paura, così come le risposte comportamentali che mette in atto (tendenza a scappare e ad evitare lo stimolo che lo spaventa).

La paura nel cane può avere diverse cause fra cui anche esperienze negative vissute in precedenza dall’animale e che lasciano un segno ben evidente nel suo successivo comportamento. Una volta che il cane ha verificato che quello stimolo è per lui nocivo o sgradevole, tende ad evitarlo a priori cercando di evitare quel tratto di strada, anche se lo stimolo non c’è più, perché lui si ferma prima di verificare l’esistenza dello stimolo stesso.

COSA DEVE FARE (O NON FARE) IL PROPRIETARIO

Un altro aspetto da considerare è anche quello che molte volte il comportamento del proprietario, in risposta al comportamento manifestato dal cane, può peggiorare la situazione. Per esempio, quando il proprietario cerca di consolare con carezze o parole affettuose il cane che ha paura, è come se in realtà premiasse la condizione di paura manifestata dall’animale. Per tale motivo, è sempre meglio ignorare completamente il cane quando è agitato o spaventato.

Sicuramente sarebbe utile sottoporre il cane ad una visita comportamentale in modo da riuscire ad ottenere qualche informazione in più che consenta di capire meglio le cause reali del problema manifestato dal cane.

La diagnosi è sempre di fondamentale importanza se si vuole impostare una terapia corretta mirata alla risoluzione del problema. Come indicazioni di base, possiamo suggerirle:

  • di evitare per un periodo di tempo di portare il cane nella zona che lo spaventa, questo perché più il cane vive uno stato di paura più tende ad averla.
  • dovrebbe invece cercare di iniziare la passeggiata in un’area che il cane vive bene e con entusiasmo, cercando di avvicinarsi sempre un po’ di più alla zona a rischio.
  • quando il cane arriva nella zona a rischio andrebbe premiato con qualcosa di particolarmente buono che non ha mai in nessun altro momento della giornata.
  • se rimane tranquillo quando ci si avvicina alla zona a rischio provare gradatamente ad andare avanti (qualche metro al giorno), ricompensandolo molto se rimane tranquillo (coccole, bocconcini, gioco). Al contrario, se inizia ad agitarsi, ignorarlo completamente e allontanarlo (senza dirgli niente) dalla situazione.
  • potrebbe essere utile fare questi esercizi in compagnia di un altro cane che non manifesta alcun problema, in modo che il cane della signora Lucia possa prendere l’altro cane come riferimento, seguirlo e “imitarlo” a camminare.

Volevamo per concludere sottolineare un aspetto importante emerso dalla email della signora Lucia. E’ quanto mainecessario che i cani possano uscire e fare delle passeggiate non solo per “sporcare”, ma anche e soprattutto per conoscere e imparare a vivere serenamente il mondo esterno con tutti i suoi mille stimoli e abitanti “canini” e non.

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