veterinario: La voce dei cani. Che lingua parla il tuo cane?

A chi non piacerebbe poter comunicare con il proprio cane in modo facile e senza fraintendimenti?

Sarebbe ancora più bello se lui potesse dirci chiaramente cosa gli passa per la mente, si eviterebbero molti problemi ed incidenti.

Anche se il linguaggio verbale è una prerogativa esclusivamente umana,tutti gli animali sono provvisti di una qualche forma di comunicazione. In particolare per quelli che vivono in branco è vitale poter comunicare con gli altri membri in modo il più possibile chiaro.

E’ ormai risaputo dai più che la principale forma di comunicazione animale si basa sul linguaggio del corpo. Lo studio delle posture del cane ci aiuta moltissimo a capire cosa ci sta dicendo.

Forse però non tutti sanno che il nostro amico a 4 zampe comunica in modo preciso anche utilizzando la voce. Naturalmente non è in grado di parlare, ma utilizza i segnali sonori di cui è capace (abbaio, ringhio, ululato, guaito, ecc…) in modo chiaro ed inequivocabile per chi ne conosce il codice di “traduzione”.

Il merito della scoperta di questo “codice” va attribuito a Eugene Morton, un naturalista che ha condotto i sui studi su molti animali, scoprendo dei tratti comunicativi comuni alle diverse specie.

Vediamo quindi cosa è in grado di dirci il nostro cane utilizzando la voce.
Le caratteristiche principali su cui dobbiamo concentrarci quando ascoltiamo il suono emesso dal cane (abbaio, ringhio e altri versi) sonotre…

– La tonalità del suono (basso o acuto)

– La durata del suono (breve o prolungato)

– La modalità di ripetizione del suono

Imparare ad associare ad ognuna di queste caratteristiche un significato preciso ci aiuterà immensamente nel processo di comprensione del nostro amico.

Vediamole una per una…

LA TONALITA’

In natura gli animali più grossi (e potenzialmente più pericolosi) hanno una “voce” di tonalità bassa. Non è una loro scelta, dipende da una legge fisica.

Nel corso dell’evoluzione gli animali hanno imparato che ad un verso di tonalità bassa, corrisponde di solito un pericolo. Hanno anche imparato che se vogliono spaventare qualcuno devono emettere un verso simile.

Quindi quando un cane ringhia o abbaia a bassa intonazione ci sta dicendo: “stammi alla larga, sono arrabbiato e faccio sul serio”.

E’ indice di minaccia, il cane ci sta avvertendo che un nostro comportamento non è gradito e che, se protratto, ci attaccherà. Ci tengo a sottolineare la valenza di AVVERTIMENTO, un cane che ha già deciso di attaccare lo farà senza emettere alcun suono.

Invece gli animali più piccoli (e potenzialmente più innocui) emettono suoni acuti.

Ne consegue che il cane che guaisce o emette abbai di tonalità alta, ci sta dicendo: “non sono un pericolo”, “puoi avvicinarti”, “non farmi del male”, “ho paura” . Il significato preciso dipende anche dalla combinazione con le altre due caratteristiche che adesso vedremo.

LA DURATA

I suoni di durata breve indicano dolore o necessità molto intensa. Un guaito acuto di breve durata (magari ripetuto a ritmo elevato) indica un vissuto di paura, terrore o dolore.

Lo stesso verso, ma prolungato in un uggiolio, può indicare piacere oppure voglia di giocare.
In ogni caso non si tratta di un segnale aggressivo, indica esattamente il contrario.

Più il suono è lungo e più è probabile che il cane abbia il controllo di ciò che sta facendo, si tratta di un comportamento consapevole. Più è corto e più caratterizza un vissuto emotivo non controllabile (paura, dolore, ecc.)

IL RITMO RIPETITIVO

I suoni che si ripetono velocemente a ritmo sostenuto, indicano forte eccitamento e bisogno impellente.

Se invece sono distanziati e non ripetitivi, indicano un basso livello di eccitamento o un bisogno non impellente (pensate al singolo abbaio “wof”! di un pigro San Bernardo che saluta il suo padrone e poi ricomincia a pisolare).

Queste tre caratteristiche possono essere considerate “l’alfabeto” del cane. Componendo le varie lettere si ottengono una varietà di “parole” e “frasi” (emissioni sonore) che, se sapute interpretare, formano un vero e proprio linguaggio con il quale il cane può dire molto.

Ora che ne sei consapevole, osserva e scolta più attentamente il tuo amico a 4 zampe, gradualmente imparerai a tradurre in modo sempre più preciso le sue “parole”.

Sulla comunicazione del cane, sia sonora che posturale, c’è ancora molto da dire. Mi riprometto di approfondire l’argomento in un report dedicato all’argomento.

La tua opinione per me è importante, lascia un commento sotto l’articolo.
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