salute e benessere: Coi piccoli niente interventi drastici .. valido sia per cuccioli di gatto sia di razza canina

L’allontanamento dal suo micino, dovuto ad una lieve allergia, manda in crisi il sistema immunitario di una bambina e le crisi allergiche si acutizzano…

Ci scrive una mamma e ci racconta una storia molto significativa: ” Sono la mamma di una bambina di 9 anni, Sonia. Qualche settimana fa siamo andati in ospedale perché la bambina aveva una crisi allergica che si è manifestata con l’asma. Una volta al Pronto Soccorso, alla bambina sono stati fatti tutti i test allergologici ed è risultata leggermente allergica al pelo di gatto. In effetti, l’anno scorso abbiamo regalato alla bambina, che è figlia unica (noi genitori lavoriamo entrambi) un gattino cui lei si è affezionata moltissimo. Di notte l’animale dorme nella stanza con lei ai piedi del suo lettino. Purtroppo i medici sono stati categorici la prima cosa da fare è togliere il gatto alla bambina. E così abbiamo fatto, con grande dolore di Sonia. Tempo qualche settimana, la piccola ha cominciato ad avere tutta una serie di altre manifestazioni allergiche: prurito, comparsa di ponfi, rinite… Risultato: i test allergologici hanno evidenziato altre allergie (ai pollini, al grano…) come se, dopo la perdita del suo adorato gattino, il sistema immunitario fosse andato completamente in tilt peggiorando di molto le sue condizioni. Non sappiamo cosa fare e vorremmo qualche consiglio.”

Una lettura psicosomatica
Che la compagnia di un animale domestico faccia bene ai bambini è un dato di fatto per chi si occupa di psicologia infantile. Da una parte perché prendendosene cura il bambino acquisisce autonomia e senso di responsabilità, dall’altra perché tra lui e l’animale si sviluppa un rapporto empatico che soddisfa la sensazione di “appartenenza” e di amore incondizionato di cui tutti i cuccioli – umani e non – hanno un gran bisogno. Ciò è tanto più vero per i figli unici che, non avendo a portata di mano fratellini con cui interagire, hanno spesso qualche difficoltà in più nella relazione col mondo esterno. Per Sonia, figlia unica di genitori impegnati nel lavoro, il gattino non era solo un antidoto alla solitudine e una fonte di tenerezza e affetto, ma anche un fornitore di autostima: coccolarlo, nutrirlo, giocare con lui, fargli “da mammina”, era un po’ come prendersi cura di sé, attenuare il senso di impotenza e di dipendenza che ogni bambino deve affrontare crescendo. Un grande aiuto nel faticoso cammino che porta alla costruzione della propria identità.

La bimba teme che sia “per colpa sua”!
In questo senso l’episodio d’asma (disturbo legato simbolicamente al conflitto tra il bisogno di autonomia e la paura di perdere l’affetto materno) scatenato dal gattino può essere letto come un momento di allarme – qualcosa come “ ma se io sono la sua mammina allora rischio di…” che ha messo in crisi la sua identità, mandando in confusione il sistema immunitario.

Purtroppo l’indicazione drastica dei medici ha peggiorato la situazione. Privarla del gattino non solo ha interrotto bruscamente il processo in corso, ma ha minato la sua autostima e l’ha caricata di senso di colpa (è “per colpa” del suo modo di essere che ha perso il suo amato micino). Da qui lo scatenarsi di nuove allergie, testimoni di una rabbia emotiva (la sintomatologia allergica è un fenomeno infiammatorio) a tutto campo.

Non è il pelo del gatto ad essere allergizzante
In realtà allontanare il micio non era proprio necessario: in commercio esistono prodotti che, passati sul pelo del gatto (o del cane) ne annullano, o attenuano grandemente, la carica allergica. Gli allergeni del gatto sono nella saliva, e il pelo se ne ricopre quando l’animale si lecca. Inoltre, contrariamente all’opinione comune, non è affatto vero che la convivenza tra animali e bambini aumenti il rischio di sviluppare allergie, anzi! Secondo uno studio a lungo termine su 565 bambini, seguiti dall’infanzia alla maggiore età da un gruppo di ricercatori dell’Henry Ford Hospital di Detroit e pubblicato qualche anno fa sulla rivista Clinical & Experimental Allergy, il contatto con un gatto diminuisce la probabilità di sviluppare allergie tanto più quanto più precoce è l’esposizione – arrivando a dimezzarla se il bimbo ha convissuto col micio durante il primo anno di vita.

Cosa fare ora
Riportare subito in casa il gatto non è una soluzione – in questo momento la bambina è troppo scombussolata, fisicamente e psicologicamente, per far fronte a nuove emozioni che aumenterebbero solo la sua frustrazione. Meglio prima aiutarla a recuperare il suo equilibrio emotivo, magari con qualche incontro con uno psicologo dell’età evolutiva. Nel frattempo può ricorrere ai rimedi “dolci”. Tra i fitoterapici il più indicato è la tintura madre di RIBES NERO, un antistaminico naturale molto efficace, da prendere nella misura di 30 gocce diluite in acqua, due volte al giorno. Molto utile anche una diluizione di fiori di Bach contenente: Crab Apple, Beech, Holly, Chicory, Pine e Star of Bethlehem, per aiutarla a superare il dolore, la rabbia e la paura che gli eventi hanno suscitato in lei.

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