comportamento: UN CANE PICCOLO ED UN MONDO IMMENSO parte 2

I cani piccoli, fronteggiano, giorno dopo giorno, un mondo più grande di loro, che non è a misura di cane piccolo, che non li capisce, che li schernisce, che non si mette nei loro panni. Il mio Kiwi, ha un animo da fortissimo gigante, ma questo non cambia quello che è. La maggior parte dei cani piccoli che ho conosciuto, grida al mondo quello che sente. Il mondo è sordo. Loro non posso alzarsi e parlare. Possono alzare la voce, gridare più forte, attaccar prima di essere schiacciati.

Gli esseri umani tendono a dare per scontato che i cani vogliano essere toccati anche dagli estranei, che presentino un completa socievolezza, piena di gratitudine ed amore incondizionato. Sui cani piccoli, il comune pensiero non cambia; con la differenza che nessuno ha paura di loro, che ci sentiamo autorizzati a sollevarli, che non diamo importanza alla paura suscitata dal nostro “enorme” corpo che incombe su di loro.
Dico sempre che un cane spaventato che non ha aggressività è una vittima con poche speranze, perché se mordi, nella vita, la gente dà rilevanza al tuo disagio, in qualsiasi modo lo faccia; se non mordi, difficile che qualcuno ti ascolti sul serio. Più facile che una cosa ti venga imposta, tanto non proverai a difenderti! Per i cani piccoli, la storia è sempre quella: se anche arrivano a mordere, il rischio per l’essere umano è relativo. Se non c’è rischio per l’essere umano, il cane non può parlare, nessuno lo tutelerà.

Le persone raramente danno la giusta importanza alle loro mani, nella relazione con i cani. Le nostre mani sono un importante strumento comunicativo, anche nel rapporto con i nostri simili. Gesticoliamo mentre parliamo, tocchiamo chi amiamo e chi vogliamo confortare, possiamo agitare un braccio in aria fingendo di minacciare qualcuno, possiamo minacciarlo sul serio. Usiamo le mani nella comunicazione con gli animali. Un cane piccolo, che si trova di fronte ad una persona grande, con braccia e mani grandi, quasi inevitabilmente ne avrà timore. La base della sicurezza, in ogni relazione, è la fiducia. Perché, un qualsiasi cane dovrebbe fidarsi a prescindere di chi non conosce? Se pesi 3 kg, non puoi farti ascoltare se non gridando, non puoi che partire prima che siano gli altri ad invadere i tuoi spazi.

LA VITA DI UN CANE PICCOLO NON È DIVERSA NELLA RELAZIONE CON GLI ALTRI CANI.

Le interazioni dei più piccini vanno scelte accuratamente, valutate con attenzione, suggerite da un esperto e condotte nella massima sicurezza, non solo fisica…soprattutto emotiva! Non basta tutelare un cane di pochi kg dall’esser morso o dall’esser travolto.
Il rispetto che dobbiamo ricercare, per queste creature, nella relazione con gli altri cani, sta anche nelle distanze, nella possibilità di scelta, nella nostra tutela, nella garanzia del completo uso degli spazi. Nelle interazioni tendiamo a stigmatizzare i comportamenti aggressivi, senza stare a guardare a cosa li ha generati.

Un cane piccolo, che ringhia o abbaia ad un cane che insistentemente lo sta seguendo, assume il ruolo di “cattivo”, perché la nostra attenzione è catturata dall’aggressività, non dalla pressione che sta subendo l’aggressore. Un cane che esibisce inchini, si rotola a terra, si frappone tra il cane con cui è interazione ed il proprietario di questo, sta giocando o cercando di sdrammatizzare. L’altro attore dell’interazione, il cane piccolo che chiede spazio e sicurezza, abbaiando e ringhiando, non è disperato, non rivendica il suo diritto all’esser rispettato. Per noi, semplicemente, reagisce con un comportamento aggressivo agli intenti di qualcuno che aggressivo non è.

La realtà è così diversa dalle nostre convinzioni: la realtà è che ci vuole una grande sensibilità per comprendere le esigenze di un cane piccolo e che non sempre, un cane di taglia diversa si sentirà minacciato da un conspecifico di 3 kg ed arriverà a dar peso alla sua comunicazione aggressiva o vorrà rispettarla. La realtà è che, se un cane più grande non dà il giusto peso alle intenzioni comunicative di un piccolo, dovremmo essere noi a riconoscerle e ad offrire le nostre più complete tutele.

TANTI ACCUSANO NOI PROPRIETARI DI CANI PICCOLI DI NON TRATTARLI COME SE FOSSERO CANI.

La mia esperienza con Kiwi e con altri cani piccoli mi ha insegnato quanto siano cani, ma quanto, inevitabilmente, siano indifesi contro un mondo troppo grande. Se mi si chiede cosa farei nel caso fossi avvicinata da un cane più grande, libero, in aggressività, quando sono con Kiwi, rispondo che lo sollevo più in alto che posso, che lo difendo con le mie braccia e che uso tutte le mie forze per restare in piedi.
Se un cane non concede spazio a Kiwi sono io ad essere con lui e dargli la possibilità di averne. Scelgo le sue interazioni, scelgo cani comunicativi, empatici e rispettosi. Talvolta scelgo cani piccoli e lo vedo completamente a suo agio.
Mi sono fatta affiancare da istruttori esperti, ho potuto vedere lui, capirlo sotto la loro guida, imparare come leggerlo e come aiutarlo. E’ con me da quando aveva 7 anni ed abbiamo dovuto costruire un rapporto da zero, quando la sua vita veniva stravolta dal cambiare famiglia, dal cambiare città, dal non essere più solo, ma trovarsi in un gruppo di cani.
I primi tempi mi ringhiava se lo toccavo, poi, giorno dopo giorno, mi ha regalato la sua fiducia, ne ha regalata ai miei cani ed anche ai miei gatti. A chi mi diceva se avessi preso un cane “da borsetta”, rispondevo “no, Kiwi detesta stare in braccio”.

Da pochi giorni, a 14 anni, Kiwi mi ha spiegato quanto mi sbagliassi anche su questa ultima cosa. Lui soltanto non sapeva, non si fidava. Quando ho avuto la totale sua confidenza sul mio contatto, ho cominciato a tenerlo in braccio. Inizialmente sembrava non sapesse come trovare l’equilibrio, poi, a poco a poco, si è sentito più sicuro, si è abbandonato ed è perfettamente acciambellato anche adesso, mentre picchio sulla tastiera.
I miei cani sono parte di me. Kiwi mi ha insegnato che il mio corpo può essere parte di lui, che gli dà sicurezza e riparo. Ed io voglio che mi usi come vuole. Se questo gli farà guadagnare 3-4 taglie, sono ben pronta a servire come una scala, o, per il mio principe, sono sicuramente pronta a servire come un trono!

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