addestramento: educazione di base .. parte seconda

Spesso, nel parlare di relazione affettiva tra padroni e cani, si corre il rischio di urtare la sensibilità del proprietario che crede di aver instaurato un “buon” rapporto affettivo.

Purtroppo, però, molte volte tale rapporto si basa su incomprensioni e sull’eccessiva antropomorfizzazione delle azioni e reazioni del cane; oppure è troppo sterile e manca quasi completamente di comunicazione e intenso legame.

Il buon rapporto con il proprio cane si basa su un tipo di relazione affettiva sana ed equilibrata, ed risulta ottimale quando si tiene conto delle caratteristiche di razza, delle sue predisposizioni caratteriali e dell’età del cane. Mentre possiamo essere molto “sdolcinati” con un cucciolo di 2/3 mesi, dobbiamo avere un comportamento più “maturo” quando il cane diventa adulto. Per atteggiamento maturo si intende essere in grado di comunicare al cane saggezza, fiducia, guida. Il Proprietario indica la via al proprio fedele amico ed è foriero di proposte ed iniziative piacevoli. E’ il proprietario che deve detenere il “potere di decisione” e ciò deve avvenire con naturalezza e fluidità.

Eccessi di espressioni affettive, esagerati contatti errati possono causare iperattaccamento e dipendenza, bloccando i processi di sviluppo comportamentale al livello di dipendenza del cucciolo dalla madre. E’ necessario ricordare che la base patogenetica dell’ansia da separazione è l’iperattaccamento. L’ansia da separazione porta i cani a non saper gestire convenientemente la dipartita temporanea del soggetto di dipendenza affettiva. Il cane in assenza del proprietario, non riesce a gestire la sfera emozionale e può diventare distruttivo, abbaiatore, finanche autolesionista. L’ansia da separazione colpisce attualmente il 30% dei cani italiani.

In questo caso, il cane avrà problemi a sviluppare comportamenti autonomi, avrà difficoltà di adattamento e non vorrà mai restare solo in quanto esclusivamente in presenza del proprietario (surrogato della madre) si sentirà al sicuro.

L’eccesso contrario, caratterizzato da mancanza totale di affetto, è altrettanto dannoso, in quanto il cane ha bisogno di relazioni affettive con i membri del proprio branco per costruire una buona organizzazione sociale.

Come spesso accade, la cosa migliore è una via di mezzo tra le due posizioni estreme: tutti i componenti della famiglia devono dimostrare il loro affetto nei confronti del cane, in modo equilibrato, nel rispetto della dignità dell’individuo di specie canina.

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