comportamento: REGOLE DI CONVIVENZA parte seconda

Le regole sociali vanno applicate fin dai primi contatti che abbiamo con il nostro cane; abbiamo visto come la preparazione di una solida base per la convivenza con lui inizi dalla scelta, al fine di adottare un esemplare adatto a noi: dobbiamo chiederci se siamo pronti per farlo, scegliere la razza o l’esemplare giusto, individuare un allevamento affidabile.

Qui inizia il vero rapporto con il nostro cane: cominciamo ad avere a che fare con lui; intorno ai trenta giorni dalla nascita, i cuccioli possono essere toccati e accarezzati anche dagli estranei (abbiamo visto come sia fondamentale che vengano in contatto con il maggior numero di stimoli positivi per non crescere troppo isolati).

In questo modo possiamo cominciare a scegliere l’esemplare più adatto a noi e a farci conoscere da lui.

Il carattere che avrà da adulto dipenderà da aspetti innati (cioè presenti geneticamente dalla nascita) e dalle condizioni in cui crescerà; saranno quindi importantissime sia la scelta del cucciolo che l’educazione che gli verrà impartita.

Già intorno ai trenta giorni è possibile individuare le prime indicazioni caratteriali: all’interno della cucciolata si cominceranno a distinguere i più vivaci, i più timidi, i dominanti e i sottomessi.

Approfondirò questo aspetto in seguito, illustrando i test specifici che si possono applicare ai cuccioli (ma anche agli adulti e ai meticci) per individuarne il carattere; ora mi limito a dare qualche suggerimento.

E’ consigliabile non scegliere i più timidi, a meno che si voglia consapevolmente adottare un esemplare che potrebbe presentare paure nei confronti di persone, altri cani o rumori: i cuccioli timidi si riconoscono dal fatto di essere sempre in disparte, di temere i rumori, di evitare i contatti (ciò può anche essere sintomo di scarsa salute); questi esemplari sono inadatti a chi voglia un cane esuberante o da guardia e possono essere invece adottati da chi senta di avere molta pazienza e un forte istinto “materno”.

Anche un cucciolo troppo espansivo, vivace o sicuro di sé non è adatto a tutti: se, quando vi avvicinate alla cucciolata, uno di loro vi trotterella incontro con la codina dritta, vi mordicchia i vestiti e le mani, cerca di “arrampicarsi” su di voi, “diffidate” di lui, a meno che siate persone con un carattere deciso; è molto probabile che quel cucciolo sia dominante o troppo vivace.

La scelta migliore, normalmente, cade sugli esemplari con un carattere medio: né troppo timidi né troppo esplosivi.

E’ importante, se possibile, recarsi a vedere il cucciolo più volte, in modo da maneggiarlo il più possibile e confermare la scelta e le impressioni sul carattere.

Abbiamo, quindi, messo le basi per applicare al meglio le regole di convivenza sociale: adottare un esemplare adatto al nostro carattere.

Questi criteri molto generali valgono anche per la scelta di esemplari adulti e, ovviamente, dei meticci.

Intorno ai cinquanta giorni di età, giunge il grande momento: adottare il cucciolo.

E’ importante che abbia questa età: è infatti questo il periodo in cui meglio può avvenire il passaggio fra vecchio e nuovo branco; farlo prima o dopo può, a volte, creare scompensi affettivi e caratteriali più o meno gravi (preciso comunque che adottare un cane prima o dopo i cinquanta giorni o da adulto non è sinonimo di problemi e qualora si presentassero, possono quasi sempre essere risolti con terapie comportamentali).

Se l’adozione avviene prima dei cinquanta giorni, il cucciolo si può traumatizzare o legare troppo al suo padrone, rischiando di sviluppare disturbi di comportamento quali l’“ansia da separazione”, che vedremo più avanti, oppure crescere senza l’educazione della madre e dei fratelli diventando ”iperattivo” (ne ho parlato nel primo articolo); qualora l’adozione avvenga dopo, il proprietario non avrà la possibilità di plasmare al meglio il carattere e l’educazione del suo cane e dovrà, a volte, convivere con caratteristiche e problemi già presenti.

Per il cucciolo lasciare la madre e i fratelli è doloroso: per un cane, qualsiasi separazione dal branco è difficile, tanto più se avviene in giovane età.

E’ necessario, quindi, dimostrargli grande affetto e ciò sarà più facile qualora ci abbia già conosciuto nelle nostre precedenti visite all’allevamento e al canile.

Fin dal primo momento dovremo impostare con lui un filo conduttore che ci accompagnerà lungo tutto il corso del nostro rapporto: grandissimo affetto senza però mai apparire deboli e remissivi.

Una giusta convivenza non può essere priva né del nostro amore nei suoi confronti né del rispetto che lui deve alla nostra figura di capobranco.

Un saluto, Andrea Radice.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: