veterinario: .. L’arousal… visto da me (più altre considerazioni varie) parte seconda

In realtà non siamo in grado neppure di leggere i sentimenti di un’altra persona: possiamo leggerne leemozioni, perché quelle si trasformano in comportamenti visibili (come il pianto o il riso)… ma i sentimenti appartengono alla sfera più intima ed inviolabile di ciascuno di noi.
Figuriamoci quando si parla dei sentimenti di una specie completamente diversa dalla nostra.
Queste considerazioni le sto facendo, ovviamente, da molto tempo, quasi sempre tra me e me: oggi invece ho deciso di renderle pubbliche perché ieri, per pura combinazione, ho avuto al campo – uno dietro l’altro – due cani che mi sto sforzando di capire, riuscendoci solo in minima parte (e, lo confesso, tirando molto a indovinare).
Il primo è un adolescente di taglia ragguardevole, appartenente ad una razza assai temuta, che ha preso la poco piacevole abitudine di “scegliere”, durante la passeggiata, persone a caso verso le quali scagliarsi con presumibili intenti aggressivi. Dico “presumibili” perché, ovviamente, i suoi umani bloccano sul nascere i suoi tentativi di zompare addosso a queste persone e quindi non possono sapere se, all’atto pratico, il cane finirebbe per morderle o se magari si limiterebbe ad annusarle (escludono che intenda far loro le feste o giocarci, perché il linguaggio del corpo è abbastanza minaccioso).
Ho chiesto agli umani di questo cane di partecipare ad una giornata di “vacanze al Debù” per vederlo in mezzo a una marea di cani e persone, occasione nella quale speravo di poter vedere una di queste manifestazioni comportamentali e quindi di capirci qualcosa (con me, al campo, il cane è allegro, giocherellone, collaborativo e buonissimo)… ma non c’è stato modo di vedere un bel niente. Nonostante la presenza di tanti stimoli, lui è stato sereno e rilassato per tutta la giornata.
Perché? Vattelapesca. Tirando, appunto, a indovinare ho dedotto che fosse l’ambiente a condizionarlo: quando viene al campo lui si diverte, quindi gli è bastato varcare il cancello per trovare la sua omeostasi.
Ma il suo livello di arousal era medio?
Direi proprio di no: era molto eccitato (piacevolmente eccitato, aggiungerei) da tutti i cani e le persone presenti… ed è stato amichevole con tutti.
Questo cane diventa non-amichevole, al contrario, quando sembrerebbe proprio avere un arousalassolutamente medio, ovvero durante una tranquilla passeggiata quasi esente da stimoli: essendo un cane ben socializzato, che sicuramente non prova alcun particolare turbamento nel camminare su una strada cittadina frequentata da millemila umani, se ne infischia bellamente di tutti e millemila… meno uno.
E quando individua quell’”uno” gli si avventa contro, ancora non sappiamo perché.
Sappiamo solo – o quantomeno possiamo dedurre dall’osservazione – che questo particolare cane si comporta in modo impeccabile quando è “su di giri” (quindi in presenza di molti stimoli,
Caso numero due: cucciolona di cinque mesi circa, di taglia gigante, appartenente a razza già tendenzialmente “spenta” di suo.
Quand’è arrivata al campo, un mesetto fa, aveva qualche problema di socializzazione con cani e umani: adesso è socializzatissima con i cani (anche troppo: ormai va sparata anche verso quelli che le abbaiano contro!) e sta vistosamente migliorando anche con gli umani.
Quando c’è il minimo stimolo distraente, però, si scorda completamente il significato della parola “richiamo”.
Per questo, ieri, ho chiesto alla sua umana di comportarsi in modo più dinamico, allegro e coinvolgente possibile: da pacata signora che si è scelta un cane altrettanto pacato l’ho costretta trasformarsi in una sorta di ragazzina zompettante e casinara.
La reazione della cucciola è stata di immediato “risveglio”… e di obbedienza quasi impeccabile al richiamo.
Quindi, in questo caso, alzandole l’arousal abbiamo ottenuto un vistoso miglioramento delle prestazioni che, in quella che sembrava una perfetta omeostasi (lei al campo è un vero cane zen: appare in pace con se stessa e col mondo), erano invece pessime.
Considerazione successiva: queste prestazioni (il richiamo, nella fattispecie) sono migliorate, sì… ma per quanto riguardava le nostre aspettative, non le sue!
Magari lei preferiva farsi gli affaracci suoi e non rispondere ad alcun richiamo.
Ma è accettabile, questo? Ovviamente no. di lavoro intenso, di ambiente che promette gioco e divertimento eccetera), mentre manifesta comportamenti anomali quando il suo arousal è (almeno apparentemente) così medio che più medio non si può.

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