relazione: Cuore, denari e… cervello per la scelta del cane ( parte seconda )

La coppia 1 riduce le uscite a pochi minuti per far sporcare il cane e le lunghe passeggiate diventano sporadiche. Portare Thor a passeggiare e contemporaneamente gestire la carrozzina è impossibile. Le spese per il bimbo si rivelano – come era prevedibile- piuttosto impegnative e quindi bisogna fare una ‘spending review’. Cambiare il cibo del cane con una marca economica fa migliorare le condizioni del portafoglio ma il poverino comincia ad avere qualche problemino di diarrea. Il problemino diventa un problema grande perché la casa è piccola e le ‘uscite lampo’ con un neonato da accudire sono difficilissime da fare. Il cane sporca spesso in casa e per questo viene sgridato. La combinazione di poco esercizio e molte punizioni lo rendono molto nervoso e agitato. Comincia a mordere tutto quello che gli capita a tiro: cuscini, gambe del tavolo, stipiti delle porte. Anche per questo viene punito. Passa il tempo e il bimbo comincia a gattonare. Papà e mamma sono preoccupati che il cane possa fargli del male perché è molto irruente e forse aggressivo, ma non hanno modo di separarli se non mettendo il cane sul balcone, dove abbaia tutto il tempo. Alla fine decidono di dare via Thor ma non riescono a trovare nessuno che prenda con sé un cane adulto, di grossa taglia, molto agitato e con qualche problema di salute. Il cane finisce in un canile.

La coppia 2 ha a sua volta meno tempo da dedicare al cane ma ha un ampio giardino e i nonni che abitano al piano di sopra si offrono di portare Ramon a passeggiare almeno una volta al giorno. Il cane viene nutrito e accudito come sempre e quando il bimbo comincia a gattonare fanno in modo di tenerli separati in casa con dei cancelletti e in giardino con una staccionata appositamente costruita. In questo modo cane e bimbo si possono vedere e Ramon può abituarsi al bimbo senza rischi. Il cane continua a vivere in famiglia e cresce insieme al bimbo: diventeranno grandi amici.

La coppia 1 ha sofferto certamente per aver dovuto rinunciare al cane, qualcuno direbbe che non avrebbero dovuto prendersi un cane. Io dico che non avrebbero dovuto prendersi quel cane in quel momento, perché penso che tutti debbano avere il diritto di vivere con un cane. Un cane giovane è sempre molto bisognoso di esercizio fisico e mentale per stare in salute e la salute fisica e quella psicologica vanno di pari passo. Probabilmente l’entusiasmo di vivere finalmente in autonomia, l’idea di far crescere i due ‘cuccioli’ insieme, la possibilità di prendere il cane dei loro sogni che non avevano potuto avere quando vivevano in casa con i genitori hanno favorito una scelta sfortunata. Una scelta poco o nulla meditata.

È quasi sempre possibile fare una buona media tra il desiderio del cane ideale e la convivenza felice con un cane vero. Cani più piccoli di taglia, femmine, scegliere un cane già adulto piuttosto che un cucciolo, scegliere il momento giusto per adottare un cane… insomma evitare di affidarsi solo all’impulso. In fondo per chi non può fare a meno di vivere con un cane è una questione di affinità elettive, non di razza o di taglia. Tutto il resto è capriccio e il capriccio se lo può togliere chi ha le risorse per farlo, gli altri sono ladri che rubano a molti cani il diritto di vivere serenamente.

A cura della Dott.ssa Lorella Notari

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