sociale: Seminario SIUA: passeggiate a sei zampe e una coda!

Il 22 e 23 novembre, SIUA, la Scuola di Interazione Uomo-Animale diretta dal prof. Roberto Marchesini, ha organizzato un seminario sull’importanza di passeggiare insieme al nostro cane. Due giornate con Tomas Pirani per capire come impostare correttamente passeggiate a sei zampe e una coda che siano momenti formativi per il binomio uomo-cane. Attività che non va infatti confusa con le normali passeggiate che si possono fare in solitaria o in gruppo, sicuramente belle, ricche, utili ma non organizzate con obiettivi specifici di miglioramento del profilo sociale del cane attraverso un deciso miglioramento del portamento del binomio.

Quando parliamo di lavori di socializzazione puntualmente ci vengono in mente eventi che hanno poco a che fare con il divertimento e la ricreazione, sono pensati come occasioni di libera interazione, ossia non organizzata secondo precise coordinate, confinati tuttavia in specifiche aree. In questi laboratori interattivi, chiamati puppy class o classi di socializzazione, per quanto indubbiamente di grande utilità se realizzati secondo i crismi corretti, c’è poco spazio per agire su alcuni ambiti che, viceversa, hanno una parte importante, oserei dire fondamentale, nella costruzione del profilo sociale del cane. Innanzitutto spesso si considera il profilo socio-relazionale del cane come se fosse qualcosa che lo riguardasse in totale autonomia quando in realtà il cane si porta nel mondo esterno per indubbie qualità individuali ma soprattutto a seconda del tipo di relazione che ha con il proprietario.

Considerare il cane come un’entità autonoma la cui espressione dipende unicamente dal proprio profilo caratteriale è un errore frutto della pretesa antropomorfica di pensare il cane come se fosse un essere umano, ma così non è. Lo stesso cane mostra di portarsi verso gli estranei e verso il mondo in modo diverso a seconda di chi lo sta accompagnando, tanto al guinzaglio quanto in libertà. Se le attività classiche di socializzazione sono utili per migliorare il profilo caratteriale e soprattutto le competenze sociali del cane, per quanto concerne l’intervento sul portamento complessivo della coppia gli spazi di agibilità sono oltremodo ridotti.

Con il termine di “portamento del binomio” intendo far riferimento al modo con cui la coppia – nella mentalità del cane è più corretto il termine binomio perché lui si sente di fatto un’unica entità – affronta il mondo esterno sulla base di un insieme di abitudini, di stili, di ruoli reciproci, di modalità d’ingaggio, di dimensioni di relazione, di competenze comunicative che si sono andate sviluppando nel rapporto interno tra cane e persona. A fronte di tutto questo è evidente quanto sia limitativo e fuorviante attribuire al cane il modo espressivo che manifesta nel qui e ora dell’interazione con il mondo esterno. Per modificare l’interazione del cane con il mondo esterno occorre prima di tutto agire sul binomio mettendo a punto specifiche correzioni di rotta nelle abitudini, negli stili, nei ruoli, nell’ingaggio, nelle dimensioni di relazione e nelle coordinate di comunicazione.

Si tratta ovviamente di un compito non facile e il perché è presto detto: la struttura interattiva interna della coppia – in fondo abitudini, stili, ruoli, etc. – non sono altro che variabili del rapporto specifico del binomio – non è facilmente modificabile o, meglio, non lo è se pensiamo che lo si possa fare attraverso una semplice modalità consulenziale.

Lo stile interno non può essere cambiato attraverso consigli, per quanto comminati con grande competenza e accreditamento, perché il rapporto fa sempre parte di un vissuto che attiene alla memoria biografica della persona e non a quella concettuale. In altre parole non si può modificare uno stile di relazione agendo prevalentemente sul piano deontologico perché la relazione non è un compito ma un modo di essere. Occorre in altre parole essere profondamente coinvolti nel nuovo modo di essere-con il cane, vivere un’esperienza totalizzante che non focalizzi sul piano tecnico del portamento del binomio ma sul piano esistenziale. Occorre cioè divertirsi, che non significa non impegnarsi e non introiettare anche regole, aspetti tecnici, modalità disciplinative, ma comunque essere coinvolti nel profondo, vivere un’esperienza di vita condivisa, creare una foto nell’album dei ricordi mentali. Il cambiamento deve cioè non essere un corpo estraneo che, per quanto razionalmente compreso, non viene emozionalmente e affettivamente digerito.

Il cambiamento arriva se persona e cane costruiscono momenti di well-being – appagamento, gratificazione, piacere estetico, divertimento – attraverso modalità differenti di interazione, aprendo cioè una nuova finestra esistenziale nella loro vita. Questo è il motivo che fa sì che molto spesso persone che fanno attività sociali – come la pet therapy o la protezione civile – oppure sportive o, ancora, ludico-sociali con il proprio cane arrivano a migliorare considerevolmente il proprio rapporto di coppia e parimenti il modo attraverso cui il cane interagisce con il mondo esterno. Tra le diverse attività che si possono fare per creare un’esperienza di modificazione del portamento del binomio nella direzione di una maggiore capacità sociale della coppia, un’attività molto bella e produttiva è costituita dalle escursioni di gruppo con i cani, conosciute anche come “passeggiate a sei zampe e una coda” per riprendere l’Ode al cane di Pablo Neruda.

Si tratta di momenti molto belli e rilassanti sotto il profilo sociale ed estetico, in quanto ci trova in gruppo con i propri cani, immersi nella natura, dove i cani si sentono più sereni perché tutti compresi nella medesima direzione di marcia, ma altresì perché finalmente loro stessi si trovano a vivere un’esperienza estetica assai più ricca e in linea con le aspettative di specie. Le persone in genere si lasciano maggiormente andare e guidare, abbandonando abitudini e stili consolidati, pronte a sperimentare nuove forme relazionali, molto spesso scoprendo nel proprio cane qualità inaspettate, vivendo sorprese che poi si portano a casa con orgoglio e soddisfazione. Le passeggiate con i cani, pensate non come semplici momenti ricreativi ma come attività tese ad agire sul portamento complessivo del binomio, vengono organizzate da operatori opportunamente formati non solo a condurre la passeggiata nei suoi diversi momenti ma a costruire il gruppo, prepararlo per l’itinerario attraverso momenti di presentazione e convivialità, definire il percorso di escursione, le diverse tappe e le specifiche attività a seconda dei bisogni che quei particolari binomi presentano.

Non bisogna pertanto confondere queste passeggiate con le normali passeggiate che si possono fare in solitaria o in gruppo, sicuramente belle, ricche, utili e quant’altro, ma non organizzate con obiettivi specifici di miglioramento del profilo sociale del cane attraverso un deciso miglioramento del portamento del binomio.

Vuoi maggiori informazioni:
Chiama SIUA alla 051/817421 o invia una mail a info

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